Gender Equality. Premialità nel nuovo Codice degli Appalti

Testo a cura di Gabriela Vokkri e Gaia Cerea, Carnelutti Law Firm e neo socie AREL


Il Decreto Legge n. 57 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale in data 29 maggio 2023, intitolato “Misure urgenti per gli enti territoriali, nonché per garantire la tempestiva attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e per il settore energetico”, che è entrato in vigore il 30 maggio 2023, arricchisce il nuovo Codice degli Appalti con una norma che riconosce una premialità a favore delle imprese che adottano politiche volte al raggiungimento della parità di genere, comprovata dal possesso della certificazione di cui all’articolo 46 bis del codice delle pari opportunità tra uomo e donna.

In data 29 maggio 2023 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge n. 57 intitolato “Misure urgenti per gli enti territoriali, nonché per garantire la tempestiva attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e per il settore energetico”. Tale Decreto Legge è entrato in vigore il 30 maggio 2023 e dovrà essere presentato alle Camere per la conversione in legge entro 60 giorni.
L’articolo 2 del predetto Decreto Legge, sostituendo il quinto e il sesto periodo dell’articolo 108, settimo comma, del nuovo Codice degli Appalti (i.e. Decreto Legislativo n. 36 del 31 marzo 2023), stabilisce che “al fine di promuovere la parità di genere, le stazioni appaltanti prevedono nei bandi di gara, negli avvisi e negli inviti, il maggior punteggio da attribuire alle imprese per l’adozione di politiche tese al raggiungimento della parità di genere comprovata dal possesso della certificazione della parità di genere di cui all’articolo 46-bis del codice delle pari opportunità tra uomo e donna, di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198”.
Tale norma riconosce una premialità a favore delle imprese che adottano politiche volte a raggiungere la parità di genere, che siano comprovate dalla certificazione rilasciata ai sensi dell’articolo 46 bis del codice delle pari opportunità tra uomo e donna. Inoltre, la modifica apportata al nuovo Codice degli Appalti dal Decreto Legge n. 57 si conforma ai principi della Missione 5 del PNRR (i.e. inclusione e coesione).
Le imprese, al fine di poter beneficiare della premialità introdotta dal nuovo Codice degli Appalti, come modificato dal Decreto Legge n. 57, possono dimostrare di adottare politiche tese al raggiungimento della parità di genere fornendo una certificazione UNI PdR 125:2022, rilasciata da un soggetto terzo e imparziale, al contrario di quanto previsto nella precedente versione dell’articolo 108, settimo comma, del nuovo Codice degli Appalti che prevedeva la possibilità di attestare il possesso dei requisiti di parità di genere anche mediante un autocertificazione e, pertanto, attribuiva alla stazione appaltante il compito di verificare l’attendibilità di tale autocertificazione.
Infine, oltre al maggior punteggio da attribuire alle imprese in possesso della certificazione della parità di genere, l’articolo 106, ottavo comma, del nuovo Codice degli Appalti prevede una riduzione dell’importo della garanzia fino ad un massimo del 20% cumulabile con le altre riduzioni previste dal predetto Codice, qualora l’impresa fornisca una o più delle certificazioni o marchi individuati nell’allegato II.13 del nuovo Codice degli Appalti (e.g. certificazione UNI PdR 125:2022).

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