Face to face con Roberta Dall’Ara

Roberta Dall’Ara
Architetto, consulente specializzata nella selezione di finiture (finishes expert)

Roberta Dall’Ara Profile | Linkedin


 

Cara Roberta, ci racconti le particolarità della tua professione?


Sono architetto, abilitata all'esercizio della professione ed iscritta all'Ordine dal 2007. Dopo aver potuto approfondire, per diversi anni, la pratica progettuale presso studi di architettura, imprese di costruzione, rivendite di materiali di finitura, ho deciso di spendere le mie competenze nel ruolo di consulente specializzato nella selezione di finiture. Concepisco il mio ruolo quale persona di fiducia, di progettisti e studi tecnici di società, impegnata nella ricerca delle migliori soluzioni possibili in grado di rispondere ai requisiti di selezione posti. Per raggiungere tale obiettivo, in maniera rapida ed efficace, mi adopero per comprendere le necessità espresse e sottintese di ciascun interlocutore, mettendo in campo personale competenza tecnica, gusto estetico e capacità intuitiva. Per promuovere attivamente formazione ed approfondimenti tematici, organizzo inoltre attività rivolte a progettisti ed interior designer, focalizzate alla condivisone di saperi e nuove tendenze sia del mondo dell’architettura che delle varie discipline che possono essere ad essa connesse.

 

Come si sta evolvendo il tuo settore, quali sono le novità più interessanti?

Tutto il comparto delle costruzioni non può eludere il confronto con il nuovo linguaggio della ”sostenibilità”, le cui modulazioni variano ampiamente a seconda delle competenze e aspettative degli interlocutori. Sostenibilità che avrebbe la necessità di allargarsi ad una prospettiva che tenga conto di un adeguato utilizzo delle materie prime, così come di un rispettoso dispendio di risorse energetiche, umane e non.
Le ricadute economiche delle complicazioni geopolitiche, dilatando i tempi di approvvigionamento delle materie prime e, a cascata, rallentando i ritmi produttivi obbligano a confrontarsi con una migliore strategia d’impiego del tempo a disposizione e di valorizzazione del lavoro.
L’attuale ricerca di soluzioni “dedicate”, customizzate, uniche, mette così in risalto la comune necessità del “riconoscimento”, dell’identificazione e appartenenza di ciascuno. Il progettista torna così a confrontarsi con le esigenze individuali del committente, cui è chiamato a proporre una soluzione non solo pratica ma ad un tempo esaustiva del suo sistema di riferimento e di valori.
D’altro canto, la trasformazione del minimalismo da ricerca a stilema ha portato in un tempo recente ad un depauperamento dei contenuti, adagiandosi su di un’espressione che non è più essenza d’intenti ma semplificazione e ripetizione di gesti.
Così come, in fuga dall’elaborato gusto Art Nouveau ci si è rivolti verso linee pulite e assenza di decorazioni, la possibilità di direzionarsi verso un “nuovo Barocco” potrebbe essere una delle future oscillazioni del pendolo.
In questa ciclica “perdita di riferimenti”, si assiste ad una concitata ricerca di “forme nuove”. In questo filone si collocano le ricerche multidisciplinari nell’impiego di tecnologia, disegno computazionale e lavorazione artigianale.
Di pari passo alla crescente complessità degli interventi torna la necessità di figure con competenze interdisciplinari, capaci di mettere in connessione le differenti tipologie di interlocutori.

 

Qual’è per te il valore di un’associazione di genere?

Penso fermamente al valore che può apportare nel mondo del lavoro la presenza femminile per quel suo essere capace di creare nuove connessioni, vedere oltre i confini del solo ambito professionale e non tralasciare le capacità intuitive. Sono felice ogni volta in cui si riesce a creare una sinergia lavorativa depurata da ogni forma di potere e prevaricazione e che tenga conto dei differenti punti di vista.

 

In quali aspetti della vita professionale delle nostre socie possiamo essere efficaci?

Trovo d’interesse tutte le occasioni - come la partecipazione ai Tavoli di Confronto Permanente - capaci di coinvolgere attivamente il maggior numero di socie, che porta a condividere competenze diversificate ed arricchenti. Così come è sempre fonte d’ispirazione la condivisione delle segnalazioni di attività proposte da ciascuna socia sul sito. Penso che, come network, possa essere comunque importante mantenere viva la buona abitudine di organizzare incontri informali estesi a figure esterne, invitate dalle socie.

 
Leggi le interviste di tutte le socie intervistate sino ad oggi

 

 

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