Il mio patrimonio:come pianificare una corretta successione?

Nel breakfast di giovedì 11 febbraio le socie Giulia Clarizio (notaio) e Francesca Mesiti (avvocato) ci hanno spiegato l'importanza della pianificazione successoria e perché sia non solo in diritto ma anche un dovere del cittadino.

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PERCHE’ E’ IMPORTANTE LA PIANIFICAZIONE SUCCESSORIA?

Scegliere di pianificare la successione del nostro patrimonio non solo è un diritto ma, è anche un dovere di tutti noi che non va assolutamente trascurato

E’ anche un dovere quando abbiamo una famiglia da tutelare, o qualcuno con cui condividiamo la nostra vita o, semplicemente, persone care a cui pensare. Scegliendo di non pianificarla corriamo il rischio che il nostro patrimonio - sia che esso sia ingente sia che non lo sia – subisca destinazioni inimmaginabili e talvolta anche non gradite dai superstiti suoi cari.

L’importanza di tale scelta spesso è sottovalutata per molti motivi: dal nord al sud viviamo il pregiudizio del “fare testamento”; o perché, erroneamente, pensiamo che il dovere di compiere la pianificazione successoria compete solo a chi è in possesso di patrimoni ingenti e, invece, come ho spiegato, ci sono diverse ragioni per cui risulta fondamentale ed imprescindibile per tutti noi pianificare la successione ereditaria a prescindere dall’entità del nostro patrimonio. (solo l’8% degli italiani pianifica il trasferimento intergenerazionale della propria ricchezza, a fronte dell’80% degli inglesi)

Chi scrive o detta un testamento compie un atto di volontà per dare voce a desideri e ad aspirazioni personali ma anche a delle strategie familiari che non sempre le norme possono assecondare senza una espressa e specifica volontà. In questo senso, il testamento è uno strumento di emancipazione perché si presenta innanzitutto come un atto derogatorio alle regole della successione stabilite dal nostro legislatore per il caso in cui, ferme e inderogabili talune norme, il testatore esprima una volontà specifica sia a contenuto patrimoniale che anche no.

E’ necessario quindi scegliere in quale modo destinare il patrimonio accumulato nel corso della nostra vita, come farlo e quali strumenti utilizzare.

La pianificazione ci consente di decidere come e a chi destinare i propri beni; di tutelare i propri cari; di fare in modo che i beni vadano alle persone care e non agli altri eredi, di evitare le liti ereditarie; di ottimizzare la fiscalità successoria ed evitare oneri a carico degli eredi.

Le aliquote d’imposta relative alla successione vanno dal 4% per i discendenti in linea retta fino all’8% per gli altri eredi, con franchigie molto ampie, fino ad 1 milione di euro per i discendenti in linea retta. Al contrario, nel resto d’Europa, le aliquote per i parenti di primo grado arrivano invece fino al 19% in Germania o sino del 40% nel Regno Unito e in Francia o sino al 34% In Spagna.

IL TESTAMENTO    

Uno degli strumenti più usato e valido per difendere e dunque pianificare il patrimonio è IL TESTAMENTO: un documento con cui si può disporre di tutto o parte dei propri beni per il momento successivo alla propria morte.; è un atto personalissimo perché può essere redatto scelto solo dal de cuius (è nullo quel testamento con il quale il testatore attribuisce ad una terza persona la scelta dell’erede e/o delle quote da attribuire) e formale: la legge indica le diverse forme in cui può essere redatto il testamento; regola comune è la forma scritta (è nullo il testamento orale).

Il testamento olografo: è quello interamente scritto a mano, datato e sottoscritto dal testatore. E’ il modo più semplice (e meno costoso) di fare testamento. Attenzione però al «fai da te». La legge lo chiama testamento olografo, per distinguerlo dal «testamento pubblico», che invece è quello che viene fatto davanti a un notaio. E’ richiesta la forma scritta tramite documento compilato a penna sul tradizionale foglio di carta. È vietato dunque l’uso della macchina da scrivere o del computer, anche se il documento viene poi firmato a mano.

Il testamento pubblico: è un atto pubblico redatto da un notaio in presenza di due testimoni. Può essere fatto anche da chi, a causa ad esempio di malattia, non è in grado di scrivere o di firmare.

Il testamento segreto: è una forma di testamento poco utilizzata, che consiste in un testamento sottoscritto e consegnato dal testatore in busta chiusa al notaio, che redige il verbale di consegna e lo conserva nei suoi atti.

Disporre per il dopo di noi è un atto di libertà, è un diritto che l'ordinamento giuridico riconosce alla persona  ed è grandemente tutelato, ma ci sono degli eredi che possono pretendere una quota del patrimonio del familiare deceduto. Possono cioè richiedere ed ottenere una quota di riserva o di legittima che la legge infatti riserva loro, nonostante le disposizioni testamentarie abbiano disposto diversamente.

I soggetti che possono rivendicare, ed ottenere, la quota di riserva (o quota di legittima), sono i figli, il coniuge (anche il coniuge separato senza addebito) e,  in caso di assenza di figli,  i genitori e gli ascendenti (i nonni, i bisnonni..). E' alla morte, e solo allora, che si fanno i conti per determinare il patrimonio di riferimento su cui calcolare la quota di legittima (o di riserva) e la quota disponibile (quella cioè di cui si può disporre liberamente a favore di chi si vuole, anche aggiungendola ad una quota di legittima);

 al patrimonio lasciato va aggiunto quello (immobiliare e mobiliare) di cui si è disposto in vita con atti di donazione (sia dirette che indirette). Sulla massa così ottenuta si calcola la quota riservata agli eredi legittimari (o necessari). E' opportuno però tenere presente che se gli eredi desiderano rispettare la volontà del testatore, anche se sono stati lesi nella quota di legittima, hanno cioè ricevuto meno di quanto potrebbero pretendere, possono dare spontanea esecuzione alla volontà espressa nel testamento.

Da quanto esposto emergono due considerazioni fondamentali:

le disposizioni testamentarie sono preziose ma vanno redatte con molta attenzione, perché un testamento non corretto, a volte non corrisponde nei risultati, alla volontà del testatore, e può comportare un grave danno;

anche le scelte compiute in vita, ad esempio alcune donazioni, possono compromettere la possibilità di disporre per testamento come si vorrebbe, e comunque condizionare la successione futura.

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