Business ai tempi del coronavirus di Giulia Comparini

on Domenica, 17 Maggio 2020. Posted in Speciale Coronavirus

di Giulia Comparini, partner Cocuzza & Associati

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Qualche riflessione sul ritorno al “new normal”

Dal 4 maggio abbiamo ricominciato a lavorare in studio a giorni alterni divisi in due gruppi. I giorni precedenti la nostra “ripresa” - se così si può chiamare perché non ci siamo in realtà mai fermati - sono stati molto frenetici per la necessità di distanziare le varie postazioni, dotare lo studio dei DPI necessari e procedere con la sanificazione dei locali. La sera prima di rientrare a lavorare in studio sentivo l’ansia che si prova prima di iniziare una nuova avventura. In realtà, guardando indietro, questo periodo di lavoro forzato da casa così diverso da ciò cui ero abituata, non è stato poi così negativo. Il ritorno alla normalità sarà certamente molto lento e la nostra normalità ante Covid -19 non sarà, almeno per parecchi mesi, la normalità cui eravamo abituati. La "nuova normalità" sarà molto diversa dalla "vecchia normalità" e alcune delle misure che abbiamo adottato durante il lockdown probabilmente diventeranno caratteristiche permanenti della nostra vita lavorativa e non.
Provo allora a proporvi alcune brevi riflessioni su alcune cose di diverso che potrà lasciarci questa difficile e triste esperienza che stiamo vivendo.


Maggiore dipendenza tecnologica
Probabilmente in questi due mesi abbiamo fatto un salto di 5 anni in termini di cambiamenti tecnologici che sono destinati a rimanere. Chi non ha fatto una videoconferenza con zoom o con teams, per menzionare solo alcuni dei sistemi più utilizzati? È vero che manca il contatto fisico ma ci siamo accorti che questi strumenti ci aiutano a migliorare la nostra efficienza.

Lo Smart working
in realtà più che smart working quello cui siamo stati costretti da un giorno all’altro a causa del lockdown è il lavoro da casa. A parte un iniziale sbandamento, in generale, anche i più refrattari si sono adeguati a tale modalità di lavoro vedendone i lati positivi. Abbiamo sviluppato fiducia nei sistemi e nella possibilità di interagire attraverso le macchine. Questa modalità di lavoro, che prima era vista con sospetto, è destinata a continuare ancora per un po’ con riferimento a quei settori in cui la presenza fisica in ufficio non è necessaria, ma credo che anche in futuro rimarrà un elemento sempre più presente nella nostra vita lavorativa.

Le strette di mano
nelle ultime due settimane prima del lockdown abbiamo smesso di stringerci la mano. Si tratta di una forma antiquata di saluto, legata a un’iniziale diffidenza tra le persone. Porgere la propria mano destra (quella con cui nella maggior parte dei casi si impugnava un’arma) serviva a mostrare che non si avevano cattive intenzioni. Un gesto che negli anni è diventato al contrario simbolo di fiducia e intesa. Visto che ora siamo tutti consapevoli che la stretta di mano può favorire il contagio, chissà se e quando tornerà?

L’ora di punta
È già previsto che il rientro a lavoro deve avvenire con orari più flessibili e scaglionati. Queste disposizioni sono destinate a rimanere in vigore fin tanto che il rischio contagio non sarà eliminato. Questa circostanza determinerà la fine dell'ora di punta?

L’interesse per il benessere reciproco
Questo è stato a mio avviso uno degli aspetti più sorprendenti cui stiamo assistendo. La maggior parte delle e-mail che ricevo, iniziano chiedendo notizie sulla mia salute e quella della mia famiglia e lo stesso vale nel caso di telefonate o videoconferenze. L'esposizione a Covid-19 ha fatto sorgere in noi una maggiore sensibilità ed un maggiore interesse per il benessere reciproco. C’è da augurarsi che questo nuovo atteggiamento nei confronti del prossimo perduri nel tempo.

Le High Street
Lo shopping on line ha avuto una crescita esponenziale in queste settimane e le misure di contenimento previste e che dovranno essere adottare nell’ambito del commercio fisico non invoglieranno i consumatori a frequentare i negozi. Che ne sarà delle high street dei centri città che eravamo abituati a vedere affollate? Ricominceranno a essere tali? Fra quanto?

L’abbigliamento da lavoro
Il lavoro da casa, unitamente allo stress generato dalla pandemia, ha determinato un generale rilassamento nell'abbigliamento da lavoro. Di fronte a ciò che stava accadendo il dress code cui eravamo abituati ci è sembrato irrilevante. Torneremo a un abbigliamento più formale, oppure continueremo a vestirci casual per andare in ufficio e questa rimarrà la nuova regola?

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