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Mi chiamo Daniela Bernasconi e sarei un’Amministratrice di Condominio.
Scrivo “sarei” perché oggi, al tempo del COVID 19 questa mia categoria, questa enorme parte della mia vita, è invisibile, per gli altri Professionisti e per lo Stato.
In questo tempo siamo quelli che si occupano di chiedere la cassa integrazione per il portinaio, che si assicurano –nel rispetto della privacy- che i positivi rimangano in quarantena e che le parti comuni degli edifici in cui vivete, lavorate o anche semplicemente attraversate siano perfettamente sanificate. Siamo quelli che fanno i salti mortali con i fornitori perché, non potendo convocare le assemblee, non vengono deliberare le rate condominiali, indispensabili per garantirvi utenze, beni e servizi.
Noi che non abbiamo un Albo, un Registro: lavoriamo nell’ombra al pari di molto dopolavoristi improvvisati, ma siamo responsabili, sia in sede civile che penale, della vostra sicurezza e dell’investimento economico più rilevante che avete fatto nella vita: la vostra casa.
Il legislatore in questa selva di decreti che ogni giorno vengono emanati e che noi dobbiamo conoscere, interpretare e applicare, virus o no, si è ahimè dimenticato di inserire il codice Ateco della nostra professione fra quelle che possono lavorare in questa delicata fase. Quindi posso e devo lavorare in smart working, anche grazie alla lungimiranza che mi ha consentito di essere pronta a farlo da un giorno all'altro, ma devo produrre comunque molti cartacei a cui la mia professione, ed i condomini, sono così ancorati e devo comunque garantire la salubrità dei luoghi ma devo farlo senza poter uscire; come riesco?
Non mi servono i bonus, vorrei solo poter lavorare con serietà ed il giusto riconoscimento, iscritta ad un Registro e con un percorso universitario serio e definito. Così mi sentirei una vera art. 4: una Professionista con la P maiuscola.