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Lo Studio Ricci Radaelli di cui sono socia fondatrice sta vivendo la sfida di bilanciare le misure idonee al contenimento del contagio e la garanzia di un servizio a trecentosessanta gradi. Noi dobbiamo stare aperti perché è un servizio pubblico, perciò il concetto di smart working per noi va ripensato e ritagliato in maniera diversa .
Per fortuna siamo due Notai fondatori e soci, perciò abbiamo organizzato una suddivisione dello staff in due squadre, con presenza alternata: un giorno lavora un team ed un Notaio, mentre l’altro team è in smart working, di notte viene disinfettato tutto e il giorno dopo parte l’altro team.... In modo da ridurre i rischi di contagio tra il personale (i due team non si incontrano MAI) ed assicurarsi di poter sempre avere staff operativo per dare un servizio ai nostri Clienti (se un team dovesse andare in quarantena parte l’altro....)
Poi cerchiano di offrire tutte le soluzioni per evitare gli spostamenti, un servizio per le procure da inviare digitalmente con preavviso anche di 24 ore, disponibilità dei nostri professionisti a ricevere il conferimento di poteri per la forma con procure firmate davanti a colleghi situati fuori dalla zona rossa, disponibilità ad attuare collegamenti audio- video per le assemblee, sottoscrizioni con autentiche separate, eccetera.
Ai nostri Clienti, per contro, chiediamo qualche sforzo di collaborazione, secondo le brevi regole che abbiamo inviato loro, quali:
- evitare la presenza di accompagnatori se non strettamente necessar
- privilegiare il collegamento audio - video nelle assemblee che prevedono un numero di persone superiore a cinque persone
- rispettare in studio la distanza di un metro nella scelta della sedia in sala stipula
- acconsentire ad utilizzare il disinfettante per le mani che si trova sul bancone e in bagno
- evitare di presentarsi senza previo appuntamento
Questa un po’ la nostra esperienza, per ora. E vediamo come evolve.