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Questa mattina, come tutte le mattine di questi ultimi anni ho varcato la soglia dei cancelli di CityLife e dirigendomi verso il mio ufficio ho alzato lo sguardo sul grattacielo che cresce: il grattacielo progettato da Zaha Hadid per CityLife, per Milano.
Come ogni mattina, anche oggi, mi sono soffermata a guardarlo per capire cosa era cambiato rispetto a ieri o all’altro ieri.
Ogni settimana sale di un piano e ogni settimana un piano intero viene chiuso dalle vetrate.
La chiamano Lo Storto, questa agile e snella costruzione che si torce dritta verso il cielo.
Guardandola riconosco in lei Zaha Hadid, architetto all’avanguardia che non aveva mezze misure, che amava giocare con le forme, ma con assoluta coerenza: o spigoli o curve.
E sono proprio le curve che caratterizzano i suoi edifici a CityLife: le residenze Hadid.
Entrando nelle lobby di ingresso si percepisce un’atmosfera unica: i pilastri rivestiti con forme plastiche bianche senza soluzione di continuità con il soffitto creano una sensazione avvolgente e luminosa allo stesso tempo. Non uno spigolo.
Ogni più piccolo dettaglio porta la sua firma.
Ergonomia ed armonia continuano con la stessa coerenza all’interno degli appartamenti e sulla facciata all’esterno dove il bianco dei pannelli si alterna sinuosamente ai pannelli in legno e a quelli in vetro.
La forza della sua architettura la si percepisce nella sua unica ed inimitabile capacità di giocare con le forme e con i materiali: gli edifici di CityLife a Milano non fanno eccezione.
Fonte: www.requadro.com