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Lo scorso 16 giugno, le socie AREL hanno partecipato a un nuovo appuntamento di ARELonSITE Roma, un percorso urbano che ha condotto il gruppo alla scoperta del Quartiere Coppedè, uno dei luoghi più affascinanti e originali della Capitale. Un’occasione per osservare da vicino come interventi di rigenerazione urbana, qualità dello spazio pubblico e lettura simbolica dell’architettura possano intrecciarsi in una visione più ampia della città contemporanea.
La visita ha preso avvio da Piazza Mincio, cuore del quartiere e sede di un recente intervento di riqualificazione promosso dal Municipio Roma II nell’ambito delle opere giubilari. Attraverso il racconto di Paola Rossi, Assessore ai Lavori Pubblici del Municipio II, e dell’arch. Lavinia Fabbrini, Responsabile Unico del Procedimento, le partecipanti hanno potuto approfondire gli obiettivi e le caratteristiche dell’intervento, finalizzato a valorizzare il patrimonio architettonico dell’area e a restituire centralità alla storica Fontana delle Rane.
La riqualificazione ha interessato Piazza Mincio e Via Dora attraverso la semi-pedonalizzazione degli spazi, il rifacimento delle pavimentazioni con nuovi sanpietrini, la sistemazione dei marciapiedi, il rinnovo del manto stradale e l’inserimento di elementi di arredo urbano in travertino e ferro artistico. Un insieme di interventi che contribuisce a migliorare la qualità dello spazio pubblico, favorendo una maggiore fruibilità pedonale e una migliore esperienza urbana.
La seconda parte dell’iniziativa ha offerto una prospettiva inedita sul quartiere grazie alla guida dell’arch. Roberta Fioretti, docente e consulente specializzata in Feng Shui. Attraverso una passeggiata tra le architetture progettate da Gino Coppedè, le partecipanti hanno esplorato il significato simbolico di forme, decorazioni e richiami mitologici che caratterizzano questo straordinario contesto urbano.
Celebre per il suo linguaggio architettonico eclettico, sospeso tra liberty, art déco e suggestioni medievali, il Quartiere Coppedè si è rivelato un laboratorio ideale per riflettere sul rapporto tra ambiente costruito e percezione umana. Figure antropomorfe, simboli esoterici, contrasti tra armonia e disarmonia, sacro e profano, yin e yang hanno accompagnato il percorso, offrendo nuove chiavi di lettura dello spazio urbano e del suo impatto sul benessere delle persone.
L’iniziativa, organizzata da Giusi India e Marzia Marzano, ha rappresentato un’importante occasione di confronto interdisciplinare, confermando il valore di approcci che mettono in dialogo progettazione urbana, patrimonio architettonico e qualità della vita. Una passeggiata che ha invitato le partecipanti a guardare la città con occhi diversi, riscoprendo il legame profondo tra architettura, emozioni e vita quotidiana.