A meno di un anno dal termine fissato per il recepimento della direttiva EPBD IV, la Commissione europea torna a ribadire la centralità degli obiettivi di efficientamento energetico degli edifici all’interno della strategia europea di decarbonizzazione del patrimonio immobiliare.
Negli ultimi giorni, nel corso del confronto tra Bruxelles e gli Stati membri sullo stato di avanzamento delle misure nazionali, è emersa nuovamente la posizione della Commissione europea rispetto alle richieste di maggiore flessibilità avanzate da alcuni Paesi, tra cui l’Italia. Al centro del dibattito vi sono in particolare gli edifici storici, i condomini e gli immobili soggetti a vincoli architettonici, che rappresentano una quota rilevante del patrimonio edilizio italiano.
La direttiva EPBD IV (Energy Performance of Buildings Directive) è stata approvata in via definitiva dal Parlamento europeo il 12 marzo 2024 e dal Consiglio dell’Unione Europea il 12 aprile 2024. Il testo è successivamente entrato in vigore con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea e prevede che tutti gli Stati membri adottino entro il 29 maggio 2026 i provvedimenti necessari al recepimento delle nuove norme. L’obiettivo europeo è la progressiva riduzione dei consumi energetici del patrimonio edilizio residenziale e non residenziale, fino al raggiungimento di un parco immobiliare a emissioni zero entro il 2050.
Per il mercato immobiliare italiano il tema assume una rilevanza strategica. Secondo i dati europei, gran parte del patrimonio edilizio nazionale è stato costruito prima dell’introduzione delle moderne normative energetiche, rendendo particolarmente complesso il percorso di adeguamento agli standard richiesti dalla direttiva.
In questo contesto cresce anche l’attenzione verso il futuro Piano Casa, che potrebbe intrecciarsi con gli obiettivi europei di riqualificazione energetica e rigenerazione urbana. Il confronto con Bruxelles sul recepimento della direttiva “Case Green” arriva infatti mentre il Governo italiano lavora a nuove misure per il rilancio e la trasformazione del patrimonio immobiliare nazionale. In questo scenario, interventi di retrofit energetico, semplificazioni edilizie e incentivi alla ristrutturazione potrebbero diventare elementi sempre più centrali delle future politiche abitative e urbanistiche e rappresentare uno dei principali driver di trasformazione del comparto real estate nei prossimi anni.