ARELONSITE: Scheda tecnica visita n°4

on Venerdì, 24 Giugno 2016. Posted in ARELONSITE

A Roma in giro fra i binari: la Stazione Tiburtina e il nuovo Headquarter del Gruppo BNL/BNP Paribas

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La nuova sede del Gruppo BNL - BNP Paribas Real Estate

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Banner AOS V4 RNB 600X400Inizio lavori: 2012
Fine lavori prevista: 2016
Superficie:
40,222 m2 SUL (SHON) - 75.000 m2 COSTRUITA
Importo lavori: 83 MLN €
Committente: BNP Paribas Real Estate
Progetto architettonico e paesaggistico:
5+1AA Alfonso Femia Gianluca Peluffo
Architetti:
Alfonso Femia, Gianluca Peluffo, Simonetta Cenci
Ingegneria strutturale: Redesco srl
Ingegneria impiantistica e ambientale: Ariatta Ingegneria
Coordinamento e progettazione esecutiva:
Starching – Studio Architettura Ingegneria Consulenza urbanistica Arch. Annalaura Spalla
Responsabile di progetto:
Alessandro Bellus, Marco Corazza, Francesca Raffaella Pirrello

Credit Photo: © Luc Boegly
Testi: 5+1AA

 

Rete Ferroviaria Italiana S.p.A.
La Stazione Tiburtina

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Banner AOS V4 tbr 600X400Anno: 2001
Superficie: 32.000 mq
Importo opere: 156 MLN €
Lavori: 2007- 2011
Progettazione Architettonica e Coordinamento Generale:
ABDR Architetti Associati - Maria Laura Arlotti, Michele Beccu, Paolo Desideri, Filippo Raimondo; con Arch. Mauro Merlo, Arch. Nicolas Cazzato
Coordinamento Generale:
Drees&Sommer Italia Engineering Ingegneria
Strutture:
Ing. Ezio Maria Gruttadauria, Ing. Massimo Majowiecki
Impianti termofluidici:
Proger S.p.A., Ing. Remo Massacesi
Impianti elettrici:
Manens Intertecnica S.r.l.
Consulenti Bioclimatica: Arch. Valerio Calderaro
Geotecnica: Ing. Augusto Desideri
Illuminotecnica: Ing. Ettore Mariotti
Strutture acciaio e vetro: MEW Manfroni Engineering Workshop
Direzione Lavori: ITALFERR S.p.A. ABDR Architetti Associati (Direzione artistica)
General Contractor: Coopsette Soc. Coop.

Credit Photo: © Luigi Filetici
Testi: ABDR Architetti Associati

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Headquarter Gruppo BNL/BNP Paribas | Credit Photo: © Luc Boegly

La Stazione Tiburtina | Credit Photo: © Luigi Filetici

{slider Nuova sede Gruppo Bnl - Bnp Paribas: il progetto}

Un contesto specifico
La realizzazione del progetto Roma Tiburtina trasformerà un ampio territorio nel quadrante est della Città di Roma con notevoli benefici in termini di trasporto, ambiente e qualità della vita. Alta velocità ferroviaria, riqualificazione urbana, miglioramento della viabilità, potenziamento dei servizi al cittadino e dell’accoglienza turistica nel territorio circostante sono gli obiettivi del progetto che porterà con sé nuove strade, parcheggi, piazze, servizi pubblici e parchi, piste ciclabili.

Il Giano Bifronte
Il progetto per la nuova sede direzionale della BNL, si inserisce in un contesto particolare ed unico. Unico in quanto la natura del contesto è una stratificazione di infrastrutture che da elemento di separazione tra due significative aree urbane della città di Roma, oggi con la realizzazione della stazione per l’Alta Velocità assume una nuovo ruolo non solo di servizio ma di “luogo urbano”. Particolare in quanto l’area su cui insiste il nuovo edificio, per la sua conformazione geometrica e topografica e il suo relativo orientamento, suggerisce a concepire l’edificio secondo il principio del “Giano Bifronte”.

La ricerca di un dialogo urbano e territoriale
Riteniamo importante che il nuovo edificio dialoghi con l’attiguo complesso della Stazione Tiburtina che tra i suoi tratti principali si caratterizza per dimensione e orizzontalità. Il dialogo non deve essere necessariamente diretto, ma fatto di rimandi ora prospettici alle differenti quote della stazione, ora di ruolo (la stratificazione orizzontale) nel nuovo paesaggio urbano.

L’obiettivo che ci siamo proposti è di rispondere alle esigenze funzionali con un edificio che sia in grado, nella sua autonomia e identità, di appartenere al contesto urbano della Stazione Tiburtina ed allo stesso tempo poter essere rappresentativo per la città di Roma nonchè per il suo utilizzatore.

Da queste considerazioni nasce la proposta di un edificio in grado di relazionarsi in maniera differente a nord-ovest con il quartiere Pietralata e a sud-est con il complesso della Stazione Tiburtina. Ora dinamico, riflettente e dissolvente laddove la sua percezione è prevalentemente dinamica e differente metro dopo metro (dai treni, dalla stazione, dai differenti luoghi urbani), quasi come se fosse in movimento, ora statico, trasparente e materico laddove il contesto è urbano, “lento”, esposto a nord. L’edificio assume pertanto diversi ruoli rimandando il nostro immaginario a importanti lavori di artisti e cineasti contemporanei che si sono confrontati sul tema della percezione e del “riflesso” del reale.

Architettura come dispositivo percettivo.
La scelta tipologica proposta vuole identificarsi come un dispositivo percettivo del contesto, del reale, capace di stabilire un valore simbolico laddove orienta lo sguardo, sguardo che si indirizza allo stesso momento su due differenti paesaggi: quello dinamico del parco ferroviario e dell’orizzonte sul centro di Roma, e quello urbano del quartiere di Pietralata. Il rapporto di percezione è a sua volta un rapporto che il progetto trasferisce dall’esterno all’interno, creando una successione di spazi ora dilatati ora compressi, che via via ci accompagnano costruendo una spina dorsale sia verticale che orizzontale intorno a tutte le aree “produttive”, ovvero quelle destinate agli uffici, capace di volta in volta di farci scoprire nuove “prospettive” ed un nuovo “contesto”.

Architettura come corpo
L’edificio arriva formalmente ad assumere un valore simbolico che si ritrova nelle seguenti caratteristiche che ne definiscono il suo stesso “corpo”:

• la disposizione planimetrica, lineare ad est e dolcemente deformata ad ovest attraverso la scrittura di una sequenza variabile di linee spezzate;

• la scelta di non voler creare un “fronte e un retro” ma uno spartito compositivo capace di creare lo stupore e la meraviglia nella “metamorfosi” dell’edificio, che sarà percepito sempre in maniera differente per la sua capacità di reagire alla luce alle diverse ore del giorno durante i diversi giorni dell’anno;

• l’articolazione delle sue funzioni, composte secondo un principio di stratificazione orizzontale, in una sequenza classica quale basamento

(Le funzioni “collettive” o meglio di interfaccia con il pubblico), elevazione (le funzioni prevalenti/uffici), coronamento (lo spazio inatteso e unico e il suo rapporto con il cielo);

• la hall d’ingresso, evidenziata secondo un rapporto orizzontale e verticale grazie alla identificazione di una “unione-separazione” che diviene una “trasparenza-terrazza” per quattro livelli e scopre la cisterna d’acqua del Mazzoni, elemento originale ed intatto.

Architettura come Materia
Il nuovo edificio si racconta con il colore argenteo delle facciate. La sua preziosità è riferita al tema della luce solare e dei suoi riflessi, alla capacità di definire un’atmosfera di trasparenze, opacità, specchiature e semitrasparenze con il suo intorno.

Nelle ore del mattino e della sera, ovvero in quei momenti in cui la luce diventa incidentale lungo le pareti principali, annulla la percezione dei suoi limiti fisici confondendolo con la luce naturale.

Le pareti vetrate si alternano, a porzioni opache verticali, alla ceramica diamantata che riflette la luce nelle tonalità dell’argento, mai uguale a se stessa.

Aree oggetto di intervento c4 sud e c5
- comparto c4 sud 3.190 m2
- comparto c5 sud 4.145 m2 per una superficie fondiaria TOTALE pari a 7.335 m2.
- superficie parcheggi 16.000 m2
- lunghezza dell’edificio: circa 237 m
- numero massimo piani fuori terra: 12
- numero piani seminterrati | parcheggio: 4
- altezza massima comparto c5: 45m | 10 liv
- altezza massima comparto c4 ovest: 52m | 12 liv
- altezza massima comparto c4 est: 45m |10 liv
- tipo di facciate: cellule continue strutturali indipendenti (lato ferrovia facciata vetrata) e a nastro (lato quartiere Pietralata)
- tipo di facciate: rivestimento in ceramica per le parti tamponate (lato quartiere Pietralata)
- modulo di facciata: 1,50m x 3,79m
- auditorium superficie: 400m2
- numero posti a sedere auditorium: 300
- ristorazione aziendale superficie: 1.825 m2 + cucina superficie 365 m2
- n.ro persone sedute totali ristoranti: 430
- hall superficie: 1450 m2
- asilo superficie: 980 m2
- uffici: 12 livelli, includendo: la presidenza e il ristorante vip 

{slider La Stazione Tiburtina: il progetto}Destinata a diventare una piazza urbana oltre che il principale scalo romano e nodo dell’alta velocità, è un totale progetto di riqualificazione ambientale, urbana e più strettamente ferroviaria: la nuova stazione Tiburtina è un’architettura all’avanguardia per tecnologia e design e un edificio intelligente, progettato secondo strategie bioclimatiche volte al risparmio energetico, in linea con gli obblighi del Protocollo di Kyoto.

Il progetto si inserisce in un nodo funzionalmente articolato e cruciale della realtà romana e gli obiettivi preposti del gruppo ABDR sono stati quelli di mettere in relazione tutte le funzioni di scambio gomma-ferro, pubblico-privato, urbano-extraurbano, creando un sistema direzionale, commerciale, ricettivo e culturale che riconnettesse fisicamente i quartieri Nomentano e Pietralata da sempre separati dalla ferrovia

Si tratta della composizione di aspettative e interessi differenti: da una parte le esigenze di controllo e di separazione necessarie alla gestione di una grande stazione ferroviaria per il traffico internazionale, alta velocità e regionale, dall’altra la necessità di costruire una grande piazza urbana, una sorta di monumentale “boulevard” sopraelevato che risolvesse la connessione tra i due quartieri. La grande galleria pedonale costruita sul sedime ferroviario può concretamente proporsi non solo come Stazione-Ponte, ma anche come grande piazza urbana coperta, occasione di scambio sia intermodale che sociale e urbano.

In questa operazione di innovazione tecnologica e spaziale si può rintracciare anche la reinvenzione della tipologia ottocentesca della grande galleria vetrata. Una grande “barra” luminosa, un volume vetrato lungo circa 350 metri e largo 60 sospeso sui binari ed appoggiato sui due atrii urbani di Nomentano e Pietralata, ai quali si affida il compito di collegare la Stazione con le piazze, i flussi di traffico, le utenze complesse dei contesti circostanti. La stazione si costruisce sulla piattaforma metallica esistente, orientata secondo il sistema delle giaciture urbane preesistenti. Questa poggia su una serie di piloni fondati sulle banchine e pone la quota della stazione ferroviaria, nonché dell’intero boulevard architettonico, a +9,00 metri dalla quota dei binari. A causa delle sensibili oscillazioni a cui è sottoposto l’impalcato della grande piastra, la struttura resistente è concepita come una “grande copertura”, un grande tetto metallico costituito da una struttura reticolare estradossata. Un “riparo sovrano” al quale sono appesi i volumi semitrasparenti che ospiteranno le funzioni di maggiore pregio: vip lounges, internet offices, uffici privati e ristorazione. La loro sagoma è suggestivamente incorniciata dall’involucro di vetro, che è sospeso alla copertura metallica ed appoggiato alla piastra esistente. La scelta di un assetto “tutto appeso” è in grado di ottimizzare le campate strutturali, contrastando le criticità derivanti dalle vibrazioni trasmesse dal traffico ferroviario e dall’azione del vento (vincitore del premio Eurosolar Italia edizione 2002).

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