Additive Manufacturing, innovazione tra sostenibilità e personalizzazione

Additive Manufacturing, innovazione tra sostenibilità e personalizzazione


di Roberta Dall’Ara


L'additive manufacturing, o stampa 3D, è una tecnologia relativamente recente che trova il suo impiego anche in ambito architettonico. Viene utilizzata per i vantaggi che offre, tra i quali spiccano: la totale personalizzazione, la flessibilità consentita dallo sviluppo di forme organiche, la possibilità di riciclaggio dei materiali, la rapidità realizzativa, la riduzione del materiale di scarto, l’ausilio della fabbricazione digitale.

Si possono rintracciare sul mercato diverse realizzazioni la utilizzano, tra queste case ed edifici progettati secondo i principi bioclimatici, che posso impiegare materiali e manodopera locali azzerando gli scarti, facendo anche memoria delle parole di J. Pallasmaa:
“E’ molto probabile che i futuri modelli e le metafore di pensiero e design […] saranno basati sull’immagine biologica, ovvero sugli incredibilmente raffinati sistemi biologici di interazione a bilancio dinamico”.

Ne è un esempio il progetto Tecla, dello studio MCA – Mario Cucinella Architects, che ha preso ispirazione dalle realizzazioni della vespa vasaia.

 
In costruzioni di dimensioni considerevoli la stampa 3d consente di ridurre l’impronta di carbonio ed impiegare materiali riciclati, nuovamente utilizzabili in caso di demolizioni, con una notevole velocità esecutiva.

Mi sono confrontata sull’argomento con Simone Maccagnan, fondatore di eXgineering, società che nasce con l’intento di indagare e sviluppare le potenzialità dell’additive manufacturing e dell’estrusione. Simone mi ha mostrato diversi interventi nei quali ha preso parte al percorso ideativo affiancando l’architetto progettista. Nel settore dell’arredamento ne è un esempio il bancone, interamente realizzato in policarbonato riciclato, con un effetto che ricorda il vetro soffiato, ideato per il bar Aperol a Venezia progettato dallo studio Vudafieri Saverino & Partners.

Così come il nuovo sistema di costruzione “Superframe”, che combina pannelli piatti con complessi telai stampati in 3D per risolvere in modo sostenibile la sfida di pannellare per superfici con doppia curvatura. Tale sistema è stato impiegato per la prima volta (assieme al Dipartimento IndexLab e Gimac) nel progetto di urban lounge del movimento RoGUILTLESSPLASTIC curato da Rossana Orlandi e nato con l’intento di dare nuova vita ai rifiuti, esplorando le infinite possibilità della loro trasformazione.

 

Nel complesso si può dire che la stampa additiva consente di progettare con una mentalità orientata all’innovazione  anche “ricalcando” le tracce di matrice organica.

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