AREL Innovation Hub: design e fabbricazione digitali, strumenti per il futuro

AREL Innovation Hub: design e fabbricazione digitali, strumenti per il futuro

di Roberta Dall’Ara


Vengo sempre piacevolmente sorpresa quando mi ritrovo a confrontarmi con persone dotate di capacità pratico-costruttiva e al contempo di creativo ingegno, innovativo modo di pensare ed umanità.

Mi pare di rivedere emergere le medesime tensioni fondative che immagino furono alla base delle tradizioni corporative ove l'uomo, percepito nella sua interezza, veniva addestrato con passione ad essere un magistrale "costruttore" di bellezza.

Questo mi richiama la riflessione di Ananda K. Coomaraswamy - definito da taluni perfetto esempio di fusione fra pensiero Orientale ed Occidentale - riferita alla figura del lavoratore: “Le sue ore di lavoro dovrebbero essere più piacevoli di quelle di svago, e che quando lavora dovrebbe fare ciò che gli piace, e solo quando è libero fare ciò che deve, dato il presupposto che il lavoro è determinato dall'arte come la condotta dall'etica.”

Ogni qual volta ho avuto l'opportunità d'interfacciarmi con l'operato di IndexLab, laboratorio di ricerca interno al Politecnico di Lecco, ho sentito realizzata questa fusione. 

In IndexLab l'ingegnere Pier Paolo Ruttico, ed il suo team, prendono "per mano" le aziende Italiane che desiderano spingersi verso territori ancora inesplorati della costruzione. In tali "spazi di possibilità" il disegno computazionale, la stampa additiva, la robotica e l'intelligenza artificiale danzano armoniosamente.

Questi strumenti vengono a supporto della tecnologia per indagarne il limite e delineare lo spartiacque fra pura speculazione di pensiero e reale fattibilità.

Con la definizione di Computational Design o Design Algoritmico si può in sostanza riassumere quello specifico metodo di progettazione le cui geometrie sono generate da algoritmi. Per molti aspetti, tale metodo viene chiamato in causa quando ci si addentra nella fabbricazione digitale ove il complesso calcolo del modello matematico, che va a definire l'oggetto da produrre, passa direttamente dalla macchina di progettazione a quella di produzione.

Tale "agevolazione" consente sicuramente d'immaginare possibili - e non solo su carta - forme curve, torte, variabili, modulabili, asimmetriche, irregolari, quindi estremamente complesse; le stesse forme che spesse volte traggono ispirazione dall’architettura organica del mondo animale e naturale.

Il desiderio di replicare tali forme di bellezza, da sempre fonte di ispirazione, è stato a lungo solo immaginato fermandosi all'impossibilità di trasporle nella costruzione. Con il calcolo computazione, integrato ad innovativi processi di fabbricazione, tale possibilità è divenuta reale e tangibile.

Come conferma Pier Paolo Ruttico: "Avendo a disposizione nuove geometrie e nuovi strumenti per governarle, sperimentiamo nuovi tipi di concezione spaziale, nei quali esterno e interno, cielo e terra, concavo e convesso sono il riflesso di un unico spazio fluido ed indefinibile.”

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