Digitalizzazione e normative tecniche nazionali e internazionali La digitalizzazione dei processi del settore delle costruzioni è da tempo regolamentata da normative tecniche nazionali e internazionali, le quali sono richiamate all’interno del Nuovo Codice degli Appalti (D. Lgs. 36/2023). Sui tavoli normativi nazionali si lavora allo sviluppo delle norme tecniche di settore per fornire a tutti gli attori della filiera le migliori pratiche di innovazione metodologica, prima ancora di quella tecnologica. L’approvvigionamento di infrastrutture hardware e software è pertanto conseguenza dell’inquadramento delle necessità di ottimizzazione dei processi digitali dell’organizzazione. Tra le norme nazionali spicca la serie UNI 11337 che considera, tra gli altri aspetti, i fattori di rischio derivanti da maturità digitali eterogenee di Operatori Economici e Committenti. La norma recepisce il concetto internazionale definito nella serie ISO 19650 di maturità digitale caratterizzata su diversi livelli: qualità e strutturazione del dato, corrispondenza alle normative di settore, struttura organizzativa e competenze ed infrastruttura hardware e software.
Maturità digitale del Committente In tale contesto, risulta sempre più evidente come il ruolo del Committente sia centrale in termini di requisiti prestazionali della domanda: più il Committente richiede prestazioni qualificate, più il mercato necessità di elevare la maturità digitale ai fini dell’offerta. Nel Nuovo Codice degli Appalti il tema della digitalizzazione è trattato in maniera diffusa, e nello specifico l’argomento dei metodi e strumenti di gestione informativa digitale (BIM) è regolamentato dagli artt. 41 e 43 ed esplicitato negli allegati I9, I7 e II14. Le prescrizioni del Nuovo Codice degli Appalti abilitano le Stazioni Appaltanti alla trasformazione digitale richiedendo la redazione e l’attuazione di un piano di formazione del personale, un piano di acquisizione e manutenzione degli strumenti e la redazione e l’adozione di un atto di organizzazione. Questo si lega necessariamente ai nuovi ruoli e competenze che caratterizzano l’evoluzione della struttura organizzativa attraverso le nomine di BIM Manager, BIM Coordinator e CDE Manager. Tali figure non solo contribuiscono alla digitalizzazione dei processi, la cui attuazione concorre alla maturità digitale dell’organizzazione, ma hanno il compito di implementare procedure e regolamentare i processi di progettazione, realizzazione e gestione dell’opera attraverso la redazione di nuova documentazione contrattuale, tra cui il Capitolato Informativo.
Strategie di information management per incrementare la Maturità digitale L’incremento della maturità digitale dell’organizzazione passa sicuramente attraverso la definizione di un percorso formativo sulla digitalizzazione e l’information management. Una volta compresi il contesto, le norme di riferimento e le best-practices, si passa alla definizione di un piano d’azione sviluppato su orizzonti temporali distinti e costruito per raggiungere obiettivi strategici, realistici e misurabili. Tali obiettivi possono essere ponderati attraverso l’analisi conoscitiva dello stato di fatto dell’organizzazione. In base agli obiettivi da raggiungere, segue la necessità di definire una strategia finalizzata all’ottenimento degli obiettivi stessi, in un’ottica di change management. Il passo successivo sarà quello di redigere e attuare i piani di formazione e le procedure che regolamentano la digitalizzazione dei processi a livello tecnico e contrattuale, incluso l’impiego di tecnologie innovative. L’applicazione dei nuovi processi digitalizzati può essere infine testata attraverso progetti pilota.
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