PED - Positive Energy District: la svolta verso città Carbon Neutral
di Roberta Roffi, Head of Business Development & Marketing, Divisione Prodotti Innovativi, R2M Solution
Per raggiungere gli ambiziosi obiettivi di neutralità carbonica e contrastare i cambiamenti climatici, la Commissione Europea ha identificato le Smart Cities come un elemento cruciale. Al centro di questa visione ci sono i Positive Energy Districts (PED), distretti energetici positivi che rappresentano un'evoluzione del concetto di edifici a energia quasi zero (nZEB).
Dal nZEB al PED: un salto verso la sostenibilità urbana
Gli edifici nZEB, concepiti per avere un bilancio energetico quasi nullo, sono stati un pilastro nella progettazione sostenibile. Tuttavia, seppur significativi, non sono sufficienti a raggiungere gli ambiziosi obiettivi di neutralità climatica. I PED, propongono una visione più ampia: la trasformazione di interi distretti urbani in aree capaci di produrre più energia di quanta ne consumino, grazie all'uso di fonti rinnovabili. L’energia in eccesso viene immessa nella rete, creando un sistema di autosufficienza che contribuisce a ridurre le emissioni di CO2 a livello urbano.
Progetti europei: il modello dei PED
L’implementazione dei PED in Europa è già in atto grazie a progetti di ricerca come +CityxChange e MAKING CITY, che sperimentano queste soluzioni in diversi Paesi e su scale diverse. A supporto di questi progetti viene utilizzata la modellazione energetica dinamica, uno strumento che permette di simulare il comportamento energetico degli edifici e dei distretti in tempo reale. Questa tecnologia, utilizzata sin dalle prime fasi di pianificazione, consente di prevedere il potenziale energetico e identificare le migliori strategie di decarbonizzazione.
La modellazione energetica si evolve fino a diventare un "gemello digitale" del distretto, cioè una replica virtuale che integra dati reali per ottimizzare le prestazioni energetiche e migliorare la gestione operativa. Questo approccio innovativo consente di prendere decisioni basate su simulazioni accurate e dati concreti, massimizzando l’efficacia degli interventi di efficientamento energetico.
Misure per l’efficienza energetica
Per migliorare l’efficienza energetica di un distretto, si adottano misure passive e attive. Le prime riguardano l’ottimizzazione dell’orientamento degli edifici, l’uso di ombreggiamenti, il rapporto tra superfici opache e trasparenti e la qualità dell’involucro edilizio. Le misure attive, invece, includono l’efficienza degli impianti HVAC, l’utilizzo di fonti rinnovabili e lo sviluppo di comunità energetiche locali che condividono energia tra edifici in base ai profili di domanda e produzione.
Approccio integrato per la gestione dei portafogli immobiliari
Oltre all’applicazione su scala urbana, l’approccio del PED può essere esteso alla gestione di portafogli immobiliari. Attraverso una pianificazione a lungo termine (2030-2050), si possono ottimizzare gli investimenti in chiave ESG, migliorando le prestazioni energetiche degli edifici e riducendo i costi operativi. Questo approccio supporta la gestione del piano di investimento CAPEX per ogni edificio del portfolio, valutando l’impatto delle riqualificazioni sulle prestazioni, sugli OPEX e in termini di Carbon Risk Real Estate Monitor (CRREM).
Monitorare il rischio di carbonio con il CRREM
In questo contesto, il Carbon Risk Real Estate Monitor (CRREM) diventa un elemento essenziale. Progettato per valutare i rischi finanziari associati alle emissioni di carbonio e agli impatti climatici, il CRREM fornisce un'analisi dettagliata di come fattori quali l’efficienza energetica, l’impronta di carbonio e la resilienza ai cambiamenti climatici possano influenzare il valore e la redditività degli immobili. Attraverso questi dati, investitori e gestori di portafogli immobiliari possono pianificare in modo più sostenibile, riducendo i rischi finanziari e garantendo che le loro proprietà siano pronte a rispondere alle sfide della transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio.